Trame dei film e programma giornaliero 39° Flaiano Film Festival

Giovedì 28 Giugno 2012 11:50 Flaiano
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39° FLAIANO FILM FESTIVAL

CINEMA MASSIMO

PROGRAMMAZIONE DI SABATO 7 LUGLIO

INCONTRO CON GIULIANO MONTALDO

E PROIEZIONE DEL SUO 'L'INDUSTRIALE'

CON PIERFRANCESCO FAVINO

OMAGGI AD ANTONIONI E A RISI

TRA LE ALTRE PROPOSTE

Sabato 7 luglio ultimo giorno di programmazione al 39° Flaiano Film Festival con la proiezione in Sala 1 de "L'Industriale" alla presenza del regista, Giuliano Montaldo: proprietario di una fabbrica ad un passo dal fallimento, l'ingegnere quarantenne Nicola Ranieri non può più ottenere prestiti bancari per tamponare la situazione. Se la procedura di una salvifica join venture con una compagnia tedesca è sempre più incerta, per caparbietà e orgoglio rifiuta anche quell'aiuto economico della ricca suocera che potrebbe salvarlo. Mentre gli operai dimostrano comprensibile preoccupazione per il loro futuro, la moglie Laura appare sempre più distante. L'industriale comincia così a nutrire dubbi sulla fedeltà della consorte e si mette a pedinare ogni sua mossa.
A tre anni da I demoni di San Pietroburgo, ultimo lungometraggio di finzione di una carriera registica cinquantennale, Giuliano Montaldo torna al cinema con un lavoro teso, suggestivo e azzeccato nella sua adesione alla storia contemporanea del Paese. L'Italia mostrata è, infatti, quella della grande crisi economica degli ultimi anni, terra degli imprenditori travolti dal fallimento e del denaro che brucia. Calato nella notevole fotografia di Arnaldo Catinari – plumbea, fredda, grigissima – questo racconto che conferma l'impegno civile dell'autore è dotato di apprezzabili evoluzioni, di graffianti riavvii e precise notazioni in grado di tenere desta l'attenzione fino all'ambiguo finale. Prima della proiezione Giuliano Montaldo consegnerà gli attestati di frequenza relativi ai Corsi della Scuola di Cinema del Medio Adriatico "Ennio Flaiano" effettuati nella scorsa primavera.

Il programma della giornata prevede anche la proiezione di "Shakespeare in Love" alle ore 18,00. Il film è sceneggiato da Tom Stoppard, Premio Internazionale Flaiano per la Cultura 2012 e per il quale ha ricevuto l'Oscar: Londra, estate 1593. Will Shakespeare (1564-1616) è in crisi creativa. Incontra la giovanissima Lady Viola che, patita di teatro, gli si presenta travestita da maschietto, ottenendo la parte di Romeo in un dramma d'amore ambientato a Verona, ancora in fase di scrittura. I due s'innamorano. Will finisce Romeo and Juliet. È un trionfo, propiziato dalla regina Elisabetta, vera dea ex machina del film. Scritto da Marc Norman e riscritto da Tom Stoppard, ha avuto 3 Globi d'oro, 13 nomine ai premi Oscar, 7 statuette (film, sceneggiatura, G. Paltrow, J. Dench, scene, costumi, musica per commedia) e un successo internazionale di pubblico. Al di là del lusso spettacolare e della presa emotiva sullo spettatore, specialmente nella 2ª parte, è un film di libera e sovrana invenzione; è un film postmoderno, dove Shakespeare è raccontato come uno sceneggiatore del '900; c'è una pittoresca descrizione del mondo del teatro elisabettiano con gli scambi tra realtà e finzione, i rapporti tra pubblico, teatro, impresari, drammaturghi, attori e Shakespeare raccontato come poeta borghese, commediografo, attore, impresario, regista.

In Sala 2 alle ore 18,30 sarà proiettato "Il sorpasso" di Dino Risi, a cinquant'anni dall'uscita: il giorno di Ferragosto due occasionali amici, uno studente universitario un po' timido e un quarantenne immaturo, passano assieme la giornata spostandosi con l'auto. Le ore passano veloci in un susseguirsi di episodi tragicomici, fino all'epilogo inatteso e drammatico: la morte dello studente causata dall'incoscienza dell'altro. Si tratta di un autentico cult movie, tra i pochi che può vantare il cinema italiano del dopoguerra. Un'intuizione geniale è all'origine del film, che può essere definito un road movie; il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza. La complementarietà dei caratteri dei due protagonisti è un supporto dalle solide basi. La sceneggiatura di Scola, Risi e Maccari è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell'impietoso finale. Il cialtronesco Gassman, finalmente libero, come lui stesso ammette, dai vincoli delle caratterizzazioni, dai ghigni classicheggianti, esprime in alcune sequenze la sua dirompente fisicità.

In Sala 3 alle ore 18,30 omaggio a Michelangelo Antonioni, a cento anni dalla nascita, con "Le amiche": Clelia, direttrice di un atelier di moda a Torino, si trova coinvolta in un intrigo futile e tragico di amicizie, amori, rivalità che comprende altre quattro donne e due uomini. Una delle quattro si suicida. Dal racconto Tra donne sole (in La bella estate, 1949) di Cesare Pavese sceneggiato con Suso Cecchi D'Amico e Alba De Céspedes. Una bella galleria di caratteri femminili, visti sullo sfondo della Torino borghese, raccontati in termini di un aspro, intenso realismo psicologico. In sala 4 alle ore 18.30 Suspiria di Dario Argento, 98' [ingresso libero].

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39° FLAIANO FILM FESTIVAL
CINEMA MASSIMO
PROGRAMMAZIONE DI VENERDI' 6 LUGLIO

INCONTRO CON DARIO ARGENTO

E PROIEZIONE DE "L'UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO"
INCONTRO CON  MASSIMO D'ANOLFI, REGISTA  PESCARESE
E PROIEZIONE DEL SUO FILM 'IL CASTELLO'


'COSMOPOLIS', 'DIAZ' E 'MARIGOLD HOTEL'

TRA LE ALTRE PROPOSTE



Venerdì 6 luglio al Cinema Massimo con il 39° Flaiano Film Festival che ha in serbo molte proposte e tutte da seguire, a cominciare dalla Sala 2 dove il regista pescarese Massimo D'Anolfi incontrerà il pubblico e presenterà il suo film-documentario "Il castello": un film che racconta un anno dentro l’aeroporto intercontinentale di Malpensa, un luogo in cui la burocrazia, le procedure e il controllo mettono a dura prova la libertà degli individui, degli animali e delle merci che da lì transitano. L’aeroporto è un luogo strategico in cui si concentrano tutte le forze dell’ordine esistenti in un paese. Qui si sperimentano le nuove forme del controllo: un laboratorio permanente sulla sicurezza come nessun altro spazio pubblico riesce ad essere.
Servizi Segreti italiani e stranieri, Polizia di Frontiera, Guardia di Finanza, Guardie giurate, cani anti droga anti valuta e anti esplosivo, telecamere ovunque e la paura sempre alimentata di un pericolo sconosciuto in arrivo.
Osservando la vita dell’aeroporto componiamo, in quattro movimenti, il ritratto di una frontiera. Film corale, a volte drammatico, a volte ironico, a volte contemplativo che procede per situazioni emblematiche nel corso delle quattro stagioni.
Sempre in Sala 2 prima della proiezione de "L'uccello dalle piume di cristallo" alle ore 22,45 Dario Argento incontrerà gli spettatori.
Le proiezioni in Sala 2 prevedono alle ore 18,30 l'omaggio a Billy Wilder con "Testimone d'accusa".
In Sala 1 si comincia alle ore 18,15 con "Diaz-Non pulire questo sangue" di Daniele Vicari: Luca è un giornalista della Gazzetta di Bologna (giornale di centro destra) che il 20 luglio 2001 decide di andare a vedere di persona cosa sta accadendo a Genova dove, in seguito agli scontri per il G8, un ragazzo, Carlo Giuliani, è stato ucciso. Alma è un'anarchica tedesca che ha partecipato gli scontri e ora, insieme a Marco (organizzatore del Social Forum) è alla ricerca dei dispersi. Nick è un manager francese giunto a Genova per seguire il seminario dell'economista Susan George. Anselmo è un anziano militante della CGIL che ha preso parte al corteo pacifico contro il G8. Bea e Ralf sono di passaggio, ma cercano un luogo presso cui dormire prima di ripartire. Max è vicequestore aggiunto e, nel corso della giornata, ha già preso la decisione di non partecipare a una carica al fine di evitare una strage di pacifici manifestanti. Tutti costoro e molti altri si troveranno la notte del 21 luglio all'interno della scuola Diaz dove la polizia scatenerà l'inferno.
Alle ore 20,30 la commedia "Marigold Hotel" di John Madden: che cosa hanno in comune una vedova sensibile in cerca di indipendenza, una casalinga scontrosa e ‘claudicante', un giudice benestante sulle orme del passato, un funzionario governativo mite e vessato da una moglie eternamente insoddisfatta, una pluridivorziata a caccia del successivo consorte e del vero amore, un single impenitente col vizio delle donne e della solitudine? Lo stesso volo, la stessa destinazione, lo stesso hotel, il Marigold. Ubicato in India e gestito con zelo e passione da Sonny Kapoor, un giovane uomo sospeso tra una madre conservatrice e una fidanzata decisamente moderna, il Marigold Hotel è strutturalmente impreparato a ricevere ospiti. Diversamente dalla brochure, evidentemente ritoccata, che ne decantava stile e servizi, l'albergo ha bisogno di essere rinnovato e riorganizzato. Eppure in quelle camere prive di agi e conforti, tra polvere e rubinetteria gemente, gli eclettici ‘turisti' troveranno accoglienza e voglia di ricominciare, di restare, di andare. A casa o al di là.
Alle ore 22,45 è la volta dell'ultimo film di David Cronenberg, "Cosmopolis": Erick Packer è un brillante giovane che controlla gli oscuri meccanismi dell'alta finanza. Tutto è a sua disposizione, a partire da una limousine bianca con tanto di autista e guardia del corpo. È una giornata difficile per Manhattan. C'è il Presidente degli Stati Uniti in visita e la viabilità è stata rivoluzionata. Ma Erick ha un obiettivo preciso: vuole raggiungere il suo parrucchiere di fiducia che sta all'altro capo della città. Per fare ciò è disposto ad affrontare le sommosse contro la situazione economica che stanno mettendo a ferro e fuoco New York. È pronto anche a trovarsi dinanzi colui che, secondo più di un segnale attendibile, vuole ucciderlo.
In Sala 3 alle ore 18,30 per la retrospettiva dedicata a Paolo Sorrentino "L'uomo in più": Napoli, anni '80. Tony è un cantante all'apice del successo.
Sprezzante e apparentemente sicuro di sé, ma cocainomane incallito e con la morte del fratello sulla coscienza. Antonio Pisapia è uno stopper integro che non si presta ai trucchi del calcio scommesse. Tony verrà messo fuori gioco da una minorenne che gli si offre e poi lo denuncia. I due cercano di risalire la china, ma se Tony sembra disilluso, Antonio è convinto di potere essere un valido allenatore. Film interessante e ispirato a due personaggi reali: il cantautore Califano e il calciatore De Bartolomei. Si svolge in una Napoli diversa, spietata e cinica senza mai essere folkloristica.
Alle ore 20,45 sarà proiettato "In Time" di Andrew Niccol: Will Salas ha venticinque anni da tre anni e la volontà di resistere in un mondo in cui il tempo che resta da vivere è denaro. Nel futuro di Will, uomini e donne sono geneticamente programmati per raggiungere i venticinque anni, età dopo la quale avranno diritto a un anno extra e a una vita affannata e consumata a guardare il proprio orologio biologico. Un timer digitale che segna ogni minuto, ora, giorno, mese, anno guadagnato lavorando o rubando. Figlio premuroso di una madre mai invecchiata, Will salva la vita a un uomo ricco di tempo che intuisce la sua nobiltà e lo ricambia con un secolo di vita. Un secolo che Will è deciso a investire, raggiungendo la Time Zone, dove i ricchi vivono blindati e a spese dei più miserabili, e sfidando l'ordine costituito. Lo aiuterà imprevedibilmente nell'impresa una ricca ereditiera dai grandi occhi e il grande cuore, pronta a ipotecare l'immortalità e a 'spendere' finalmente la propria vita.
Alle ore 22,45 di nuovo Sorrentino ed il suo "Il Divo": c'è un uomo che soffre di terribili emicranie e arriva anche a contornarsi il volto con l'agopuntura pur di lenire il dolore. È la prima immagine (grottesca) di Giulio Andreotti ne Il divo. Siamo negli Anni Ottanta e quest'uomo freddo e distaccato, apparentemente privo di qualsiasi reazione emotiva, è a capo di una potente corrente della Democrazia Cristiana ed è pronto per l'ennesima presidenza del Consiglio. L'uccisione di Aldo Moro pesa però su di lui come un macigno impossibile da rimuovere. Passerà attraverso morti misteriose (Pecorelli, Calvi, Sindona, Ambrosoli) in cui lo si riterrà a vario titolo coinvolto, supererà senza esserne scalfito Tangentopoli per finire sotto processo per collusione con la mafia. Processo dal quale verrà assolto.
In Sala 4 alle ore 18,30 omaggio a Giuseppe Bertolucci, scomparso da poco, con "Segreti, segreti": Laura, terrorista di estrazione altoborghese e duplice omicida, è il filo conduttore di una storia ambientata all'inizio degli anni '80 che passa attraverso altre 6 donne, in un film fondato su una serie di rapporti madre/figlia. Il terrorismo è soltanto uno dei suoi temi: è una storia di donne che si parlano e che, dicendosi o strappandosi la verità, si sgretolano. Il terremoto dell'Irpinia, cornice dell'incontro tra la proletaria Rosa e sua madre, potrebbe essere una chiave di interpretazione: una metafora degli effetti del fenomeno terroristico (non delle cause). Su questo tema
interagiscono quelli dell'infanzia, del gioco, della delazione.
Alle ore 20,45 ed alle ore 22,45 rassegna maghrebina con "Mascarades" di Lys Salem e "Barakat!" di Djamila Sahraoui.


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39° FLAIANO FILM FESTIVAL

CINEMA MASSIMO

PROGRAMMAZIONE DI GIOVEDI' 5 LUGLIO

OMAGGIO A PIERRE CLEMENTI

INCONTRO CON BALTHAZAR CLEMENTI

'HENRY' DI ALESSANDRO PIVA

PER IL CONCORSO ITALIANO

RASSEGNA MAGHREBINA E

RESTROSPETTIVA DARIO ARGENTO

TRA LE ALTRE PROPOSTE

Giovedì 5 luglio un appuntamento da non perdere alle ore 20,45 al 39° Flaiano Film Festival: Balthazar Clementi, attore francese, figlio di Pierre Clementi, regista, scrittore, attore simbolo della Nouvelle Vague incontrerà il pubblico e prensenterà due inediti del padre in versione sottotitolata in inglese: "A l'ombre de la canaille bleue" e "Soleil".

« Pierre Clémenti è molte cose. Prima di tutto è l'attore. Poi, è qualcuno che ha avuto una vita molto particolare. Noi ai Péripheriques diciamo così: c'è il lavoro, la produzione, come ad esempio un film, e oltre a questo c'è anche, quando si produce qualcosa, la realizzazione di se stessi. E lui per me è stato forse il talento più grande e importante che ho conosciuto, soprattutto nel suo modo di essere personaggio. Si realizzava in modo incredibile attraverso personaggi molto differenti tra loro, e non era mai semplicemente l'attore di quei film, ma un attore in quanto persona. » (Intervista a Marc'o). È stato un importante personaggio del cinema francese e del cinema italiano tra gli anni seesanta a settanta, tanto da essere considerato una figura rappresentativa dello spirito di ribellione e dell'anticonformismo che caratterizzano quegli anni. Un'artista con la A maiuscola, che credeva nei suoi ideali, nella libertà, nell'amore, che ha avuto il coraggio di ribellarsi all'oppressione esercitata da ogni forma di potere, un uomo che credeva nella rivoluzione. Un artista che preferiva accostarsi alla gente comune, agli emarginati, agli operai, agli hippies, piuttosto che far parte degli ambienti alla moda, quelli di cui facevano parte coloro che si atteggiavano a super star. Tra i registi con i quali ha lavorato si ricordano Luis Bunuel, Luchino Visconti, Bernardo Bertolucci, Philippe Garrell, Liliana Cavani, Pier Paolo Pasolini.

Il programma della giornata prevede sempre in Sala 2 per il concorso italiano alle ore 18,30 con replica alle ore 22,45 "Henry" di Alessandro Piva.

In Sala 1 alle ore 18,30 retrospettiva Billy Wilder con la proiezione di "La fiamma del peccato", alle ore 20,45 "Gli infedeli" di registi vari, alle ore 22,45 "Hunger" di Steve McQueen.

In Sala 3 alle ore 18,30 replica di "To Rome with Love" di Woody Allen, alle ore 20,45 ed alle ore 22,45 rassegna dedicata al Maghreb con "Making off" e "Poupées d'argile" di Nouri Bouzid.

In Sala 4 alle ore 18,30 retrospettiva Carmelo Bene con "Don Giovanni", alle ore 20,45 il documentario "Mare chiuso" di Segre e Liberti, alle ore 22,45 retrospettiva Dario Argento con "Profondo rosso".

Riferimenti e trame da pag. 76 a pag. 86 del Catalogo.

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39° FLAIANO FILM FESTIVAL

CINEMA MASSIMO

PROGRAMMAZIONE DI MERCOLEDI' 4 LUGLIO

RETROSPETTIVA BILLY WILDER

INCONTRO CON ENRICO MAGRELLI E DEBORAH YOUNG

PROCLAMAZIONE DEL VINCITORE

DEL PREMIO FLAIANO DI NARRATIVA

'IL MIO DOMANI' DI MARINA SPADA

PER IL CONCORSO ITALIANO

'LA GUERRA E' DICHIARATA' E 'TO ROME WITH LOVE'

RESTROSPETTIVA DARIO ARGENTO

TRA LE ALTRE PROPOSTE


AVVISO

Mercoledì 4 luglio nella sala 2 del Cinema Massimo il film "A qualcuno piace caldo" di Billy Wilder, 120', v.o. (Retrospettiva Billy Wilder) verrà proiettato alle ore 17.30 e non alle ore.18.00

Mercoledì 4 luglio al 39° Flaiano Film Festival nella Sala 2 del Cinema Massimo giornata dedicata a Billy Wilder nel decennale della morte: alle ore 20,00 verranno a parlare di lui, della sua opera e dei suoi film Enrico Magrelli, Direttore della Cineteca Nazionale di Roma, la giornalista e scrittrice americana Deborah Young che nel 1999 lo raggiunse nella sua dimora di Beverly Hills per consegnarli il Premio Flaiano ed intervistarlo,  e Gianpiero Consoli docente di Storia del Cinema all'Università G. d'Annunzio di Chieti. In occasione di questa tavola rotonda saranno proiettati alle ore 17,30 "A qualcuno piace caldo" (v.o. sottotitolata), alle ore 21,00 circa "Quando la moglie è in vacanza".

Prima della tavola rotonda, si procederà, dalle 17.30 alle 19.00, allo spoglio dei voti ed all'annuncio del vincitore del Premio Flaiano narrativa opera prima che vede in gara tre giovani autori: Maria Paola Colombo (Il negativo dell'amore - Mondadori), Paola Soriga (Dove finisce Roma - Einaudi) e Francesco Targhetta (Perciò veniamo bene nelle fotografie - Isbn).

La programmazione nelle restanti sale è la seguente:

Sala 1 Ore 18,30 "Il mio domani" di Marina Spada per il concorso italiano.

Ore 20,45 "La guerra è dichiarata" di Valèrie Donzelli

Ore 22,45 "To Rome with Love" di Woody Allen

In Sala 3 ore 18,30 "17 ragazze" di D. e M. Coulin.

Ore 20,45 rassegna maghrebina con "L'arche du desert"

Ore 22,45 "Il gatto a nove code" di Dario Argento

In Sala 4 alle ore 18,30 "Nostra Signora dei Turchi" di Carmelo Bene introdotto da Enrico Magrelli

Ore 22,00 "Salomè" di Carmelo Bene.

 

Riferimenti e trame da pag. 65 a pag. 75 del Catalogo.

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39° FLAIANO FILM FESTIVAL

CINEMA MASSIMO

PROGRAMMAZIONE DI MARTEDI' 3 LUGLIO

'CIELO SENZA TERRA'

PER IL CONCORSO ITALIANO

OMAGGIO A FURIO SCARPELLI CON

"TORMENTI -FILM DISEGNATO" DI FILIBERTO SCARPELLI

'THE ARTIST' DI HAZANAVICIUS

TRA LE ALTRE PROPOSTE

Martedì 3 luglio la programmazione del 39° Flaiano Film Festival propone al Cinema Massimo in Sala 1 alle ore 18,30 "Non per soldi ma per denaro", omaggio a Billy Wilder: un cameraman della TV si lascia convincere dal cognato, avvocato di pochi scrupoli, a fingere un gravissimo incidente, con conseguente menomazione, per ottenere una cospicua assicurazione. Film articolato in 16 capitoletti: "16 piccole, folgoranti ‘moralità’ che percorrono un universo balzachiano del comportamento economico" (A. Cappabianca). Scritto da Wilder col fido I.A.L. Diamond, è una maligna, aguzza, amara commedia di grande interesse sul piano tematico.

Alle ore 20,45 "The Artist" di Michel Hazanavicius: Hollywood 1927. George Valentin è un notissimo attore del cinema muto. I suoi film avventurosi e romantici attraggono le platee. Un giorno, all'uscita da una prima, una giovane aspirante attrice lo avvicina e si fa fotografare sulla prima pagina di Variety abbracciata a lui. Di lì a poco se la troverà sul set di un film come ballerina. È l'inizio di una carriera tutta in ascesa con il nome di Peppy Miller. Carriera che sarà oggetto di una ulteriore svolta quando il sonoro prenderà il sopravvento e George Valentin verrà rapidamente dimenticato. Anno Domini 2011, era del 3D che invade con qualche perla e tante scorie gli schermi di tutto il mondo. Michel Hazanavicius porta sullo schermo, con una coproduzione di rilievo, un film non sul cinema muto (che sarebbe già stato di per sé un bel rischio) ma addirittura un film ‘muto'. Cioé un film con musica e cartelli su cui scrivere (neanche tanto spesso) le battute dei personaggi. Si potrebbe subito pensare a un'operazione da filologi cinefili da far circuitare nei cinema d'essai. Non è così. La filologia c'è ed è così accurata da far perdonare l'errore veniale dei titoli di testa scritti con una grafica e su uno sfondo che all'epoca erano appannaggio dei film noir. Hazanavicius conosce in profondità il cinema degli Anni Venti, ma questa sua competenza non lo ha raggelato in una riesumazione cinetecaria. Si ride, ci si diverte, magari qualcuno si commuove anche in un film che utilizza tutte le strategie del cinema

Alle ore 22,45 sarà proiettato "Sister" di Ursula Meier: il dodicenne Simon vive nella vallata industriale ai piedi di un altipiano sciistico di lusso. Condivide l'appartamento popolare con la sorella maggiore, Louise, che non ha un lavoro. Nessuna traccia, invece, dei genitori. Simon procura il cibo e i soldi che servono per vivere ad entrambi vendendo ai suoi coetanei sci, guanti e occhiali di valore, che ruba nel corso delle sue trasferte quotidiane in alta montagna. Ruba anche su commissione, l'attrezzatura della marca richiesta. Ursula Meier ambienta la sua opera seconda nuovamente su un confine, questa volta più abituale, meno insolito rispetto al tratto di autostrada di Home, ma anche più manicheo e drammatico.

In Sala 2 alle ore 18,30 consueto appuntamento con il concorso italiano. E' la volta di "Cielo senza terra" di Maderna e Pozzoli: un padre e il figlio di otto anni camminano su una montagna, dormono in tenda, si lavano con l'acqua gelata del torrente e parlano, della famiglia, dell'amore, di Dio, della natura. È un dialogo intimo, in cui il grande si rivolge al figlio con attenzione ma senza edulcorare le verità e soprattutto senza imporre una gerarchia delle questioni, dando ad ogni dubbio o affermazione del più piccolo una risposta senza scorciatoie. Nella convinzione –crediamo- che lo scambio sia realmente e ugualmente nutriente per entrambi e che le curiosità del crescere non siano poi molto lontane dalle inquietudini della vita adulta. Forte di un umorismo tragicamente sottile e delle sue ferme certezze da cronico incerto, con Cielo senza terra Giovanni Maderna realizza il suo film più sicuro e trova una formula che gli calza a pennello

Alle ore 20,45 omaggio a Furio Scarpelli con "Tormenti-Film disegnato" di Filiberto Scarpelli: nella Roma fascista degli anni Trenta in preda a fanfare nazionaliste e imperiali lavori di restauro, la giovane stiratrice Eleonora Ciancarelli detta Lolli incontra a una festa l'avvocato Rinaldo Maria Bonci Paonazzi, affabile trombone di mezza età vicino agli organi di regime. Fra i due inizia un'impetuosa relazione, nella quale Lolli diviene vittima delle passioni e del comportamento impetuoso e violento di Rinaldo. Almeno finché non conosce Mario Marchetti, giovane studente dedito al pugilato e alla causa antifascista che si innamora subito di lei. I due giovani sviluppano una corrispondenza segreta fatta di endecasillabi amorosi e desideri di fuga che porta Rinaldo fino a perdere il senno per la bella popolana. Straordinario disegnatore di tutti quei personaggi deboli, meschini, passionali e millantatori che hanno reso grande la commedia all'italiana, Furio Scarpelli è stato in vita un talento prolifico tanto della scrittura che dell'illustrazione del carattere umano. Anzi, è proprio dal disegno e dall'esperienza come vignettista per dei giornali satirici durante gli anni della guerra, che si è sviluppato lo sguardo acuto e la penna sagace di uno dei più grandi sceneggiatori del cinema italiano. Film “disegnato” su una serie di tavole scritte e tratteggiate dallo stesso Scarpelli, Tormenti è davvero la più felice celebrazione dell'arte del sagace scrittore romano.

Alle ore 22,45 replica di "Cielo senza terra" di Maderna e Pizzoli.

In Sala 3 si parte alle ore 18,30 con "Sulla strada di casa" di Emiliano Corapi: Alberto ha moglie, due bambini e una piccola impresa che versa in cattive acque. Stimato oltremodo dalla consorte, che giudica troppo sincera e ingenua, Alberto le nasconde di 'arrotondare' la vita facendo il corriere per gente poco raccomandabile. Alla vigilia del secondo viaggio qualcosa però va storto e la sua famiglia è presa in ostaggio da tre malviventi interessati al prossimo carico. Partito dalla provincia ligure alla volta di Reggio Calabria, Alberto dovrà ritirare il pacco illecito e consegnarlo ai sequestratori. Ma niente andrà come previsto. Sulla strada di casa l'impresario dovrà risolvere e risolversi, salvaguardando la vita e il futuro della sua famiglia. Opera prima e pluripremiata di Emiliano Corapi, Sulla strada avvia una biografia ordinaria e minacciata nel sogno di una vita borghese e procede nella follia e nell’angosciosa tensione di un inseguimento.

Alle ore 20,45 rassegna maghrebina con "El Kalaa-La citadelle" di M. Chouick.

Alle ore 22,45 omaggio a Bertolucci con "Partner": quando Axel, un delinquente senza scrupoli, ruba la valigia a Bob, un programmatore di software, non sospetta di essere entrato in un grande intrigo internazionale. La valigia contiene infatti i file di un sofisticato programma che Bob ha rubato alla società per cui lavora. Ora il file sono nelle mani di Axel, ma è Bob il solo a poterli codificare e a sapere a chi venderli. I due diventano partners d'affari in un pericoloso viaggio verso Los Angeles.

In Sala 4 alle ore 18,30 "Tre nel mille" di Franca Indovina: saga stracciona ed eroicomica di Fortunato, cavaliere senza cavallo, e di Pannocchia e Carestia, scalcinati soldati senz'armi che, alla vigilia dell'anno Mille, portatore di sventure, si aggirano scorbacchiati e affamati per l'Italia centrale, percorsa da bande di soldati di ventura.

Alle ore 20,45 omaggio a Carmelo Bene con "Edipo Re": su un quadro di vita provinciale del primo dopoguerra si innesta la rievocazione del mito di Edipo che, ignaro, uccide il padre e sposa la madre finché scopre la verità e, accecatosi, si avvia alla purificazione di Colono. Uno dei film più autobiografici di Pasolini, che nella storia tragica di Edipo dà, in chiave barbara, un'altra testimonianza sulla difficoltà del vivere. Ammirevole la Mangano, in un'ambiguità di porcellana con un Citti di sofferta intensità.

Ingressi e abbonamenti: Biglietto intero 4,00 euro; ridotto 3 euro (per soci Flaiano Club, under 30 e over 65); Abbonamento giovani under 20: 15 euro comprensivo di tessera Flaiano Club; Abbonamenti interi: Sala 1 15 euro; Sala 2 15 euro; Sala 3 15 euro; Sala 4 15 euro. Abbonamenti ridotti per i soci Flaiano Club: Sala 1 9 euro; Sala 2 9 euro; Sala 3 9 euro; Sala 4 9 euro. Biglietteria elettronica a cura di CiaoTickets con possibilità di preacquisto biglietti nelle rivendite autorizzate Ciao Tickets consultabili su: www.ciaotickets.com

Un illustratissimo catalogo di 120 pagine in omaggio degli spettatori

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39° FLAIANO FILM FESTIVAL

CINEMA MASSIMO

AGGIORNAMENTO

PROGRAMMAZIONE DI LUNEDI' 2 LUGLIO

Lunedì 2 luglio alle ore 22,45 nella sala 4 del Cinema Massimo verrà replicato il film "This Must Be the Place" di Paolo Sorrentino.

 

39° FLAIANO FILM FESTIVAL

CINEMA MASSIMO

PROGRAMMAZIONE DI LUNEDI' 2 LUGLIO

IN PRIMA VISIONE 'TARDA ESTATE'

PER IL CONCORSO ITALIANO

'DARK SHADOWS' DI BURTON E

'ULTIMO TANGO A PARIGI' DI BERTOLUCCI
TRA LE ALTRE PROPOSTE

Lunedì 2 luglio il 39° Flaiano Film Festival si aprirà in Sala 1 alle ore 18,00 con l'omaggio a Billy Wilder. Verrà proiettato "Baciami, stupido": compositore vorrebbe lanciare una sua canzone attraverso un celebre cantante suo ospite per caso. Fa passare una prostituta per sua moglie e gliela butta tra le braccia. Poi, però, ha paura di rimetterci la moglie vera. Commedia cinica fondata sulla struttura degli equivoci. È il film più segreto, feroce e meno capito di Wilder che si diverte a fustigare sapidamente e con cattiveria il sistema in cui vive. Dalla commedia L'ora della fantasia (1944) di Anna Bonacci.

Alle ore 20,15 è la volta di Tim Burton e del suo ultimo film "Dark Shadows": A metà del XIII° secolo, i coniugi Collins e il figlioletto Barnabas salpano dall'Inghilterra alla volta del Maine, dove avviano un impero commerciale e favoriscono la nascita di una cittadina che porta il loro nome: Collinsport. Anni dopo, Barnabas è un giovin signore ricco e di bell'aspetto, che s'innamora perdutamente della dolce Josette e infrange così il cuore di Angelique Bouchard, che lo aveva servito e adorato. Assetata di vendetta, Angelique, che è una potente strega, lo tramuta in vampiro e lo fa seppellire vivo. Al suo risveglio, nel 1972, Barnabas scopre che il suo maniero e la sua famiglia sono andati in rovina e che l'intera città vive nel mito dell'intraprendente Angie, imprenditrice di successo e vecchia conoscenza di Barnabas. Basandosi su una sceneggiatura di Seth Grahame-Smith (l'autore di "Orgoglio e Pregiudizio e Zombie") e sulla serie televisiva di Dan Curtis (1966-1971), Tim Burton realizza con Dark Shadows un film visivamente ricchissimo ma anche pieno di “spirito”. Se del regista si è soliti apprezzare la passione per l'inconsueto, questa incursione nel terreno dei vampiri, che dire di moda è dire poco, può lasciare esitanti, ma non solo Burton con questo lavoro torna “a casa”, ma dimostra ad ogni inquadratura di essere superiore alle mode, anzi, ad esser precisi, di trovarle curiose.

Alle ore 22,45 Michael Fassbender è il protagonista assoluto di "Shame" di Steve McQueen: Brandon ha un problema di dipendenza dal sesso che gli impedisce di condurre una relazione sentimentale sana e lo imprigiona in una spirale di varie altre dipendenze. Nulla traspare all’esterno: Brandon ha un appartamento elegante, un buon lavoro ed è un uomo affascinante che non ha difficoltà a piacere alle donne. Al suo interno, però, è un inferno di pulsioni compulsive. Va ancora peggio alla sorella Sissy, bella e sexy, ma più giovane e fragile, la quale passa da una dipendenza affettiva ad un’altra ed è sempre più incapace di badare a se stessa o di controllarsi.
Dopo aver colpito indelebilmente gli occhi di chi ha visto il suo primo film, Hunger, colpevolmente non distribuito in Italia, il videoartista britannico Steve McQueen richiama con sé Michael Fassbender come protagonista di Shame, un film che è altrettanto politico, nelle intenzioni, per quanto non lo sia esplicitamente nel soggetto (com’era invece per la vicenda di Bobby Sands).

In Sala 2 alle ore 18,30 il consueto appuntamento dedicato al Concorso italiano. In programma "Tarda estate" di De Angelis e Di Trapani che verrà replicato alle ore 22,45: in un osservatorio astronomico vengono proiettate immagini delle stelle Vega e Altair. Una voce femminile rievoca la leggenda di una sfortunata coppia di amanti, condannati a vivere separati ai lati opposti della Via Lattea. Una sola volta l'anno, però, la settima sera della settima luna, possono finalmente incontrarsi nel cielo. Kenji è un giornalista giapponese di sessant’anni che vive in Italia da molto tempo. Da alcune analisi, scopre di essere malato. Nel frattempo, il redattore del giornale per cui lavora gli affida un reportage sul Giappone, da cui manca ormai da trent'anni.

Alle ore 20,30 omaggio a Bernardo Bertolucci con "Ultimo tango a Parigi" a quarant'anni dall'uscita: un uomo, rimasto vedovo della moglie suicida, si aggira per Parigi in preda a una irrefrenabile malinconia, dovuta, oltre che alla perdita della sua compagna, a un passato confuso e alla perdita della giovinezza. L'incontro con una giovanissima ragazza borghese e il loro fulmineo rapporto sessuale cambierà la vita di entrambi. Ma l'uomo sembra imprigionato in una sorta di ossessione erotica, che solo in un primo tempo è condivisa dalla giovane. Quando scemerà l'interesse della ragazza per quel rapporto senza futuro, questa ucciderà il suo amante. Film discusso ma non discutibile, Ultimo tango a Parigi reca l'impronta di quello che può essere considerato il vero autore del film: Marlon Brando.

In Sala 3 alle ore 18.30 "Maternity Blues" di Fabrizio Cattani: Clara è una giovane donna che come estrema conseguenza di una depressione post-partum ha annegato i suoi due figli. Ricoverata in un ospedale psichiatrico in Toscana, entra in contatto con una comunità di donne-Medee che hanno tutte affrontato il gesto estremo dell'infanticidio. In modo particolare, stringe rapporti con le tre compagne di stanza Eloisa, Rina e Vincenza, ognuna dotata di un carattere estremamente diverso e di una complessa fragilità. Mentre la vita nell'istituto procede fra sedute di terapia di gruppo, piccole crisi e felici momenti di festa, al di fuori Luigi, il marito di Clara, cerca lentamente di ricostruirsi un'esistenza serena pur rendendosi conto di non riuscire a smettere di amare la donna che gli ha dato e poi portato via i suoi figli. Quello della madre assassina è un tema che, pur nato nella classicità, non ha mai smesso di inquietare la nostra morale e in modo particolare la nostra cultura, per la quale l'istinto materno è ancora conditio sine qua non della femminilità.

Alle ore 20,45 cinema maghrebino con "Poupées d'argile" di Nouri Bouzid.

Alle ore 22,45 omaggio a Dario Argento con "L'uccello dalle piume di cristallo": di passaggio a Roma, un giovane scrittore americano assiste al tentato omicidio di una donna. Il sospettato n. 1 è proprio lui, ma l'assassino colpisce ancora più volte e tenta di uccidere lo stesso scrittore. La polizia brancola nel buio. 1° film del 30enne Argento che conserva ancora, come nei 2 successivi, quella struttura del giallo (chi è il colpevole) che da Suspiria (1977) in poi sarà polverizzata e abbandonata per alcuni anni. Oltre alla parte visiva, affidata alla fotografia di V. Storaro, hanno grande importanza suoni, rumori, amplificazioni e distorsioni.

In Sala 4 alle ore 18,30 Carmelo Bene ed il suo "Un Amleto di meno": dal racconto Amleto ovvero le conseguenze della pietà filiale che nel 1939 C. Granval trasse da Moralités imaginaires (1887) del poeta J. Laforge con J.-L. Barrault. Il principe di Danimarca è più preoccupato di affermarsi come autore drammatico a Parigi che di compiere la vendetta alla quale lo chiama il fastidioso fantasma del padre. Corteggia la prima attrice e fa dire il famoso monologo all'amico Orazio. Soprattutto grande teatrante, Bene ha rivisitato al cinema personaggi mitici rimessi in discussione come occasione per il proprio narcisismo. Colori squillanti, spesso stridenti tra loro, scenografie al limite del delirio figurativo. Esercizio di alta acrobazia stilistica e trasgressiva.

Infine alle ore 20,45 per la rassegna dedicata ai documentari, in prima visione, "Là-bas. Educazione criminale": Yussouf è un giovane ragazzo africano con un animo da artista in cerca del denaro necessario ad acquistare un costoso macchinario con cui produrre le sue opere d'arte. Appena giunto a Napoli, trova ospitalità presso una comunità di immigrati accampata in una piccola villa a Castelvolturno, detta la Casa delle Candele perché molto spesso salta la luce. Mentre gli altri inquilini si guadagnano da vivere vendendo fazzoletti ai semafori o suonando musica per strada, Yussouf si rivolge a suo zio Moses, un potente boss del traffico di cocaina sul territorio. Questi dapprima gli trova un lavoro in un autolavaggio alle dipendenze di un padrone sfruttatore, poi lo coinvolge nello spaccio di droga per permettergli di guadagnare più soldi più in fretta.
In francese, là-bas significa lì, laggiù, e indica la distanza che ci separa da qualcosa. Per molti africani è la parola con cui identifica la lontananza dall'Europa e dalle sue prospettive. Per il regista napoletano Guido Lombardi diviene un termine chiave con cui rovesciare l'ordinaria prospettiva sulla distanza che separa gli italiani dagli immigrati. Partendo dalla strage di Castelvolturno avvenuta nel settembre 2008, in cui il Clan dei Casalesi uccise sei giovani clandestini come atto deliberato di violenza razziale e monito sul controllo dei traffici illegali legati al territorio, Lombardi concepisce un racconto di educazione criminale dove il punto di vista è unicamente quello dell'immigrato.

Ingressi e abbonamenti: Biglietto intero 4,00 euro; ridotto 3 euro (per soci Flaiano Club, under 30 e over 65); Abbonamenti interi: Sala 1 15 euro; Sala 2 15 euro; Sala 3 15 euro; Sala 4 15 euro. Abbonamenti ridotti per i soci Flaiano Club: Sala 1 9 euro; Sala 2 9 euro; Sala 3 9 euro; Sala 4 9 euro. Biglietteria elettronica a cura di CiaoTickets con possibilità di preacquisto biglietti nelle rivendite autorizzate Ciao Tickets consultabili su: www.ciaotickets.com

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39° FLAIANO FILM FESTIVAL

CINEMA MASSIMO

PROGRAMMAZIONE DI DOMENICA 1° LUGLIO

IN PRIMA VISIONE 'APPARTAMENTO AD ATENE'

PER IL CONCORSO ITALIANO

'THIS MUST BE THE PLACE' DI SORRENTINO E

'IL MIO MIGLIORE INCUBO' DI FONTAINE
TRA LE ALTRE PROPOSTE

Nutrito programma quello di domenica 1° luglio al Cinema Massimo di Pescara per il 39° Flaiano Film Festival. In Sala 1 alle ore 18,30 per il concorso italiano sarà presentato in prima visione "Appartamento ad Atene" di Ruggero Dipaola: nel 1943, ad Atene, un appartamento viene requisito per ospitare un ufficiale tedesco. Nell’appartamento vivono gli Helianos, una coppia di mezza età un tempo agiata. Hanno un ragazzo di dieci anni, animato da melodrammatiche fantasie di vendetta, e una bambina di dodici. Con l’arrivo del capitano Kalter, tutto è cancellato. Metodico, ascetico, crudele, Kalter è un dio-soldato che impone il terrore. E gli Helianos si sottomettono, remissivi. Sono servi, adesso, senza altra identità che la loro acquiescenza. La volontà del dio-soldato è il loro unico assillo. L’appartamento li avvolge come un’epidermide. Poi, di colpo, l’assenza. Il padrone parte per la Germania, e i servi scoprono che la libertà non ha alcun senso, che la tortura continua. Quando Kalter torna, è un sollievo. E’ cambiato: più gentile, indulgente. Di un’indulgenza che disorienta. Ma è un fragile equilibrio. Correnti sotterranee di odio agiscono in segreto e preparano un’agghiacciante vendetta.

Alle ore 20,45 si prosegue con "Marilyn" di Simon Curtis: è l’estate del 1956 e il ventitreenne Colin Clark, fresco di laurea, vuole a tutti i costi lavorare nel cinema. Grazie a un misto di tenacia ed educazione riesce a farsi assumere come terzo assistente alla regia sul set del “Principe e la ballerina”. Laurence Olivier lo prende sotto la sua ala, Vivien Leigh gli chiede di controllare il marito in sua assenza, ma Colin si ritroverà presto da una parte e una soltanto: quella di Marilyn Monroe. Simon Curtis adatta il memoir di Clark, catalogabile alla voce “realtà che supera la fantasia”, che è appunto la favola vera di quando, ragazzo qualunque o quasi, lo scrittore si ritrovò a passare una settimana con la donna più desiderata del mondo, fianco a fianco, in giro per l’Inghilterra e persino nello stesso letto. Ma è una favola venata di malinconia fin dall’inizio ed è proprio quel romanticismo color ocra che Curtis insegue, in fondo, con buoni risultati.

Alle ore 22,45 sarà proposto "Il mio migliore incubo" di Anne Fontaine: Agathe dirige una prestigiosa fondazione per l’arte contemporanea, vive col marito editore e il figlio in un appartamento di 200 metri quadri nel centro di Parigi, è snob, sarcastica, spesso insopportabile. Patrick è il padre del miglior amico del figlio di Agathe, sbarca il lunario con lavoretti da muratore, è un alcolizzato e ha una vera e propria fissazione per il sesso e i seni voluminosi. Agathe e Patrick non potrebbero essere più lontani, ma dal momento del loro incontro le vite di entrambi cambiano radicalmente. Anne Fontaine conosce il potenziale di un attore come Benoit Poelvoorde: il suo Balsan è la figura che resta maggiormente impressa, la performance che si anima a partire dalla cartolina illustrata. E Fontaine conosce ovviamente anche Isabelle Huppert: sa quanto può essere antipatica e fastidiosa. Come nessun’altra. Prende dunque questa strana coppia e la infila dentro una commedia del genere “quanto è sexy la lotta di classe”, di quelle che sulla carta fanno rabbrividire, ma che per i francesi sono una tentazione insaziabile.

In Sala 2 alle ore 18,30 "Viale del tramonto" di Billy Wilder: un giovane e disoccupato sceneggiatore di Hollywood va a vivere con una ricca e anziana attrice, già star del cinema muto, prigioniera delirante del suo passato, facendosi da lei mantenere. Il più caustico e sardonico film nero sul mondo di Hollywood. Melodramma amarissimo con risvolti da horror e sottofondi da commedia. Alcune memorabili scene tra cui la partita a carte con Keaton. Sapiente regia: una pietra miliare nell'itinerario di Wilder. Splendide interpretazioni. Su 9 nomination agli Oscar vinse quelli per la sceneggiatura, la scenografia e le musiche (F. Waxman).

Alle ore 20,45 è la volta di "This Must Be the Place" di Paolo Sorrentino: Cheyenne è stato una rockstar nel passato. All'età di 50 anni si veste e si trucca come quando saliva sul palcoscenico e vive agiatamente, grazie alle royalties, con la moglie Jane a Dublino. La morte del padre, con il quale non aveva più alcun rapporto, lo spinge a tornare a New York. Scopre così che l'uomo aveva un'ossessione: vendicarsi per un'umiliazione subita in campo di concentramento. Cheyenne decide di proseguire la ricerca dal punto in cui il genitore è stato costretto ad abbandonarla e inizia un viaggio attraverso gli Stati Uniti. “And you're standing here beside me/I love the passing of time/Never for money/Always for love /Cover up and say goodnight . . . say goodnight/Home - is where I want to be/But I guess I'm already there/I come home - she lifted up her wings/Guess that this must be the place". (“E tu sei qui vicino a me/Amo lo scorrere del tempo/Mai per denaro/ Sempre per amore/Copriti ed augura la buonanotte/ Casa- è dove voglio essere/Ma mi sa che ci sono già/ Vengo a casa-lei ha sollevato le ali/Sento che questo dovrebbe essere il posto".) Il testo della canzone dei Talking Heads che dà il titolo al film e riveste un ruolo in una delle scene più importanti e intense rappresenta una sorta di sintesi di questa opera in cui Sorrentino torna al lucido intimismo degli esordi sotteso costantemente da una ricerca che si fa percorso di vita.

Alle ore 22,45 replica di "Appartamento ad Atene".

Alle ore 18,30 in Sala 3 replica di "Quasi amici".

Alle ore 20,45 "Laila, ma raison" di Taieb Louhichi: il romanzo di Andrè Miquel cui il regista si è ispirato prende spunto da un' antica leggenda Araba del VII sec. ed è una bellissima storia d' amore, quella fra Magnum e Layla, amanti leggendari e infelici.

Alle ore 22,45 "Porcile" di Pier Paolo Pasolini: s'alternano, in montaggio parallelo con convergenza finale, 2 storie, l'una a far da specchio all'altra: l'"apocalittica" o arcaica e la "tedesca" o moderna. In una un giovane (P. Clementi), disperato divoratore di farfalle, serpenti e carne umana che vaga per i campi desolati di un vulcano (l'Etna) è gettato dalla società in pasto alle belve; nell'altra il malinconico erede (J.-P. Léaud) di una dinastia industriale che non vuole obbedire, ma non sa disobbedire, è divorato dai porci per i quali prova un'attrazione fisica. La 1ª ha il cupo e chiuso orrore di una saga di tensione epico-lirica; la 2ª è in chiave ironico-satirica con cadenze di operetta morale.

Infine in Sala 4 alle ore 18,30  "Capricci" di Carmelo Bene: dal suo adattamento teatrale di Arden of Feversham di anonimo inglese del Seicento. Volendo liberarsi del vecchio marito per un amante altrettanto vecchio, Alice assolda un pittore che dipinge quadri avvelenati, ma si scontra con un pittore che cerca di darsi la morte con la propria amante in incidenti d'auto. 2° film di C. Bene, girato in 16 mm "contro" gli spettatori in una posizione di intransigenza disperata che sfocia nella rappresentazione di un mondo totalmente prostituito "dove tra l'arte e la vita il peccato è reciproco".

Mal fotografato, mal montato, mal inquadrato, con un solo piano finale all'altezza di Nostra Signora dei Turchi.

Alle ore 20,45 "I sentieri della gloria" di Gloria De Antoni: nel 2005 Mario Monicelli (15-5-1915) ha compiuto 90 anni, ma è stato anche il 90° anniversario dell'ingresso dell'Italia nella 1ª guerra mondiale. Il regista commenta i filmati del viaggio che nell'estate 2004 fece sui luoghi friulani dove fu girato La grande guerra (1959). Il ritorno sui vecchi set (Gemona, Venzone, Palmanova) ha fornito l'occasione di incontrare, tra una piazza e un'osteria, quegli ormai anziani friulani che, comparse o spettatori, seguirono la lavorazione del film.

Ingressi e abbonamenti: Biglietto intero 4,00 euro; ridotto 3 euro (per soci Flaiano Club, under 30 e over 65); Abbonamenti interi: Sala 1 15 euro; Sala 2 15 euro; Sala 3 15 euro; Sala 4 15 euro. Abbonamenti ridotti per i soci Flaiano Club: Sala 1 9 euro; Sala 2 9 euro; Sala 3 9 euro; Sala 4 9 euro. Biglietteria elettronica a cura di CiaoTickets con possibilità di preacquisto biglietti nelle rivendite autorizzate Ciao Tickets consultabili su: www.ciaotickets.com

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39° FLAIANO FILM FESTIVAL

CINEMA MASSIMO

PROGRAMMAZIONE DI SABATO 30 GIUGNO

LA SCOMPARSA DI PATO' DA CAMILLERI

PER IL CONCORSO ITALIANO

'ROMANZO DI UNA STRAGE' DI GIORDANA E

IL CAMPIONE D'INCASSI 'QUASI AMICI' 
TRA LE ALTRE PROPOSTE

Il 39° Flaiano Film Festival entra subito nel vivo delle sue numerose e svariate proposte all'interno di rassegne da non perdere. Il programma di sabato 30 giugno parte in Sala 1 alle ore 18,30 con il concorso italiano (in gara film che non hanno avuto una larga distribuzione pur se sostenuti dalla Direzione Cinema del  Ministero dei Beni Culturali)  con il film tratto da Andrea Camilleri "La scomparsa di Patò" di Rocco Mortelliti: 1890. Vigata. Nel corso della recita del Venerdì Santo, detta il "Mortorio", il ragioniere Antonio Patò che è impiegato nella banca locale, scompare. Il suo ruolo era quello di Giuda che, una volta messosi il cappio al collo, doveva cadere in una botola. Quella botola però risulta vuota. La moglie si rivolge al delegato di Pubblica Sicurezza Ernesto Bellavia ma costui si trova a fianco nelle indagini il Maresciallo dei Carabinieri Paolo Giummaro, stanco di occuparsi di piccole beghe paesane e pronto per la grande inchiesta. I due procederanno fianco a fianco, con una rivalità che progressivamente si trasformerà in cooperazione, nello scoprire verità che alcuni preferirebbero occultare. È un giallo in piena regola (e l'immaginario paese di Vigata teatro delle inchieste del commissario Montalbano ne è garanzia) quello che Mortelliti porta sul grande schermo a partire dal romanzo omonimo di Andrea Camilleri (con il quale si era già confrontato grazie al soggetto di La strategia della maschera uscito nel 1999). Questa volta il regista ha a fianco nella stesura della sceneggiatura, oltre allo scrittore, anche Maurizio Nichetti. Di quest'ultimo si avverte la freschezza di alcune scelte stilistiche (i siparietti che mettono in scena personaggi minori, ma determinanti per gli sviluppi dell'indagine o le compresenze degli investigatori e dei fatti accaduti in precedenza nella parte finale del film). Nichetti aveva diretto Frassica nel troppo facilmente archiviato Il Bi e il Ba e si sente che sa come adattare sulla sua personalità le battute di Camilleri.

Alle ore 20,30 si prosegue con l'ultimo film di Marco Tullio Giordana "Romanzo di una strage", che vede tra i protagonisti Pierfrancesco Favino che riceverà domenica 8 luglio il Premio Flaiano: Milano, dicembre 1969. Giuseppe Pinelli è un ferroviere milanese. Marito, padre e anarchico anima e ispira il Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa. Luigi Calabresi è vice-responsabile della Polizia Politica della Questura di Milano. Marito, padre e commissario segue e sorveglia le opinioni politiche della sinistra extraparlamentare. Impegnati con intelligenza e rigore su fronti opposti, si incontrano e scontrano tra un corteo e una convocazione. L'esplosione alla Banca Nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana, in cui muoiono diciassette persone e ne restano ferite ottantotto, provoca un collasso alla nazione e una tensione in quella ‘corrispondenza cordiale'. Convocato la sera dell'attentato e interrogato per tre giorni, Pinelli muore in circostanze misteriose, precipitando dalla finestra dell'Ufficio di Calabresi. Assente al momento del tragico evento, il commissario finisce per diventarne responsabile e vittima. Perseguitato con implacabile risolutezza dagli esponenti di Lotta Continua, ‘implicato' dalla Questura e abbandonato dai ‘dirigenti', continuerà a indagare sulla strage, scoprendo il coinvolgimento della destra neofascista veneta e la responsabilità di apparati dello Stato. Una promozione e un trasferimento rifiutati confermeranno la sua integrità, determinandone il destino. È un film secco e pudico quello di Marco Tullio Giordana che mette mano (e cuore) su una delle pagine più tragiche della nostra storia recente.

Alle ore 22,45 per la rassegna dedicata alla commedia è la volta di "Quasi amici" di E. Toledano e O. Nakache, inaspettato campione d'incassi in Francia e in Italia: la vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un'impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. Diventa così l'elemento perturbatore in un ordine alto borghese fatto di regole e paletti, un portatore sano di vitalità e scurrilità che stringe un legame di sincera amicizia con il suo superiore, cambiandogli in meglio la vita. Il campione d'incassi in patria (con cifre spaventose) è anche un campione d'integrazione tra i più classici estremi. La Francia bianca e ricca che incontra quella di prima generazione e mezza (nati all'estero ma cresciuti in Francia), povera e piena di problemi. Utilizzando la cornice della classica parabola dell'alieno che, inserito in un ambiente fortemente regolamentato ne scuote le fondamenta per poi allontanarsene (con un misto di Mary Poppins e Il cavaliere della valle solitaria), i registi Olivier Nakache e Eric Toledano realizzano anche un film tra i più ottimisti sulle tensioni che attraversano la Francia moderna.

In Sala 2 alle ore 18,30 ed alle ore 22,45 due film dedicati a Paolo Sorrentino, altro Premio Flaiano 2012: "Le conseguenze dell'amore" (Titta Di Girolamo ha cinquant'anni, vive da otto anni in un albergo di una cittadina del Canton Ticino lontano dalla famiglia, apparentemente facoltoso ma senza alcuna esibizione di ricchezza. È un uomo che nasconde un segreto che emergerà a poco a poco anche grazie al progressivo innamoramento per la ragazza del bar dell'hotel) e "L'amico di Famiglia" (Geremia de' Geremei ha settant'anni. Vive in una cittadina dell'Agro Pontino ed è proprietario di una piccola sartoria. Brutto e sgraziato vive in una casa buia con la madre paralizzata. La sua vera fonte di guadagno (rigorosamente depositato in cassette di sicurezza) è però l'usura. Paolo Sorrentino torna a visitare gli abissi della coscienza. Lo fa questa volta con la collaborazione di un cast totalmente all'altezza, a partire dalla intensa interpretazione offerta dal protagonista Giacomo Rizzo).

Alle ore 20,45 sarà proiettato "Com'è bello far l'amore" di Fausto Brizzi: Andrea e Giulia hanno quarant'anni, un figlio adorato, una tata smaniosa, tanta serenità e poca voglia di fare sesso. Voglia perduta negli anni, dentro il quotidiano, dietro la consuetudine, tra una casa al mare e un'altra in città. Apatica lei, distratto lui, per Andrea e Giulia non è mai il momento giusto per consumare, meglio un fumetto o una rivista di gossip. La visita improvvisa di Max, porno divo residente (e operativo) a Hollywood, sollecita la loro indolenza, costringendoli a fare i conti con le troppe notti 'in bianco'. Amico di vecchia data di Giulia e amatore per professione, Max non lesinerà in suggerimenti e consigli per l'uso, disinibendo le inibizioni ed eccitando la fantasia.

In Sala 3 si comincia alle ore 18,30 con "Hesher è stato qui" di Spencer Susser: T.J. è un ragazzino a cui è morta da due mesi la madre in un incidente stradale. La vita familiare è stata sconvolta dal decesso: il padre Paul vegeta in depressione in casa e la nonna cerca in qualche modo di accudire i due sopravvissuti. Un giorno però nella vita della famiglia entra Hesher. Capelli lunghi, tatuaggi artigianali sul petto e sulla schiena, volgarità all'ennesima potenza il giovane si installa in casa manifestando un comportamento dagli eccessi del tutto imprevedibili. T.J. intanto prova un primo sentimento per una cassiera dal lavoro precario ed è in costante ricerca di riscattare l'auto sulla quale è morta la mamma. Deve anche difendersi da un adolescente violento che lavora presso l'autorimessa in cui è temporaneamente custodito il veicolo.

Alle ore 20,45 rassegna maghrebina in collaborazione con il COE (Centro Orientamento Educativo di Milano) con la proiezione di "A la recherche du mari de ma femme" di M.A Tazi.

In Sala 4 oltre alla replica di "Sette opere di misericordia" di G. e M. De Serio alle ore 22,30, saranno proposti due importanti documentari. Alle ore 18,30 "Fratelli e sorelle" di Barbara Cupisti: Fratelli e sorelle è un documentario andato in onda per la prima volta su RAI 3 in due puntate lunedì 28 maggio e lunedì 4 giugno 2012. Le immagini non sono commentate da una voce narrante, ma sono le parole dei protagonisti che raccontano l'emergenza delle carceri di oggi. Detenuti, familiari, agenti di polizia penitenziaria e direttori. Il sistema penitenziario è in profonda crisi che nasce dal modo in cui oggi si utilizza l'Istituto di pena. Tossicodipendenza, immigrazione clandestina, spaccio, malattia mentale, il carcere è diventato un luogo di ripiego dove tenere nascoste alla società libera le emergenze sociali. Il progetto "Fratelli e sorelle" è stato voluto anche dal Presidente di RAI cinema Franco Scaglia.

Alle ore 20,45 "Cesare deve morire" di Paolo e Vittorio Taviani: nel teatro all'interno del carcere romano di Rebibbia si conclude la rappresentazione del “Giulio Cesare” di Shakespeare. I detenuti/attori fanno rientro nelle loro celle. Sei mesi prima: il direttore del carcere espone il progetto teatrale dell'anno ai detenuti che intendono partecipare. Seguono i provini nel corso dei quali si chiede ad ogni aspirante attore di declinare le proprie generalità con due modalità emotive diverse. Completata la selezione si procede con l'assegnazione dei ruoli chiedendo ad ognuno di imparare la parte nel proprio dialetto di origine. Progressivamente il “Giulio Cesare” shakesperiano prende corpo. I fratelli Taviani erano certamente consapevoli delle numerose testimonianze, in gran parte documentaristiche, che anche in Italia hanno mostrato a chi non ha mai messo piede in un carcere come il teatro rappresenti un strumento principe per il percorso di reinserimento del detenuto. Orso d'Oro all'ultimo Festival di Berlino e David di Donatello.

Ingressi e abbonamenti: Biglietto intero 4,00 euro; ridotto 3 euro (per soci Flaiano Club, under 30 e over 65); Abbonamento giovani under 20: 15 euro comprensivo di tessera Flaiano Club; Abbonamenti interi: Sala 1 15 euro; Sala 2 15 euro; Sala 3 15 euro; Sala 4 15 euro. Abbonamenti ridotti per i soci Flaiano Club: Sala 1 9 euro; Sala 2 9 euro; Sala 3 9 euro; Sala 4 9 euro. Biglietteria elettronica a cura di CiaoTickets con possibilità di preacquisto biglietti nelle rivendite autorizzate Ciao Tickets consultabili su: www.ciaotickets.com

Un illustratissimo catalogo di 120 pagine a disposizione degli spettatori

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39° FLAIANO FILM FESTIVAL

CINEMA MASSIMO

PROGRAMMAZIONE DI VENERDI' 29 GIUGNO

POLANSKI IN PRIMA VISIONE

E 'SETTE OPERE DI MISERICORDIA'

PRESENTATO DA ROBERTO HERLITZKA

APRONO IL 39° FLAIANO FILM FESTIVAL

Parte venerdì 29 giugno la 39^ edizione del Flaiano Film Festival che ha in programma circa 100 film divisi in dieci sezioni tra prime visioni, omaggi, concorso, documentari etc. Superati tutti gli ostacoli,  nove giorni di grande cinema, un programma denso come sempre, il Flaiano Film Festival offrirà anche notevoli agevolazioni per favorire la partecipazione dei giovani.

Per questa prima giornata due appuntamenti da non perdere: alle ore 20, 45 Roberto Herlitzka sarà presente alla proiezione del film di cui è protagonista, "Sette opere di misericordia" di G e M. De Serio (primo film in concorso): Torino. Luminita è una giovane clandestina romena che sopravvive grazie al borseggio di cui deve poi dare i frutti ai suoi 'padroni'. Luminita ha però un piano per sfuggire al loro controllo e ottenere dei documenti falsi. Inizia a metterlo in atto scegliendosi una vittima a caso. La vittima è Antonio, un uomo anziano e malato che vive in una situazione di semidegrado ed è costretto periodicamente a farsi ricoverare in ospedale. È lì che la ragazza lo incontra e inizia a seguirne le mosse. Se vivessimo nell'area francofona in cui la passione cinefila è ancora intensamente vissuta si potrebbe paragonare l’esordio nel lungometraggio di finzione dei fratelli De Serio a quello dei Dardenne con La promessa.. Temiamo invece (sperando ovviamente di essere smentiti) che questo film non riceva l'attenzione che invece merita. Perché la rilettura delle cristiane opere di misericordia non ha nulla di confessionale e invece ha moltissimo di quel cinema che sa scavare a fondo nell’animo umano tout court. Nel deserto delle vite dei due protagonisti sembra non esserci spazio per un sentimento che vada al di là del sopravvivere a se stessi. Antonio trascorre le sue giornate in spazi in cui il buco che ha in gola sembra aver assorbito come un'idrovora qualsiasi possibilità di bellezza. Luminita ha invece la ferinità di un animale la cui gabbia è una città che le è estranea e i cui feroci guardiani parlano la sua stessa lingua. Per lei la misericordia e le sue opere si sono capovolte in azioni il cui fine non è un cuore che condivide la miseria umana (come vuole la matrice latina della parola) ma l'usare l'altro ai propri fini. I De Serio ci mostrano questo scontro/incontro tra due aride solitudini andando alla ricerca non di un lieto fine quanto piuttosto di un ‘fine’, di un senso dell'esistere. Lo fanno con un lucido percorso scandito dalle sette stazioni del titolo nell'ambito del quale lo spettatore è chiamato a interrogarsi e quasi a porsi lui come regista chiedendosi quale sarà l'evolvere della vicenda e quale direzione prenderanno gli eventi. È un cinema fatto di gesti, di sguardi, di silenzi più che di parole questo Sette opere di misericordia, ma proprio grazie al suo rigore stilistico riesce ad arrivare nel profondo e a farsi film difficile da dimenticare.

Seguirà in anteprima "Roman Polanski: A film memoir" di Laurent Bouzereau: Roman Polanski si trova agli arresti domiciliari dopo l'arresto avvenuto nel momento in cui stava per ricevere un premio alla carriera al festival di Zurigo. Accetta così di farsi intervistare dall'amico di lunga data Andrew Braunsberg (anche suo produttore per alcuni film). Si comincia parlando della reazione all'improvvisa incarcerazione per poi dare ampio spazio alla rievocazione dell'infanzia del regista. È qui che un Polanski spesso considerato come freddo e scostante rivela, per la prima volta in modo così approfondito, come il suo fare cinema e le tematiche che affronta (al di là di quelle evidenti de Il pianista) traggano origine dalla vita di quel bambino ebreo i cui genitori, sbagliando, rientrarono in Polonia da Parigi poco prima che il conflitto iniziasse. Le parole si spezzano in gola quando Roman racconta della deportazione della madre ad Auschwitz o della ricomparsa del padre dopo una lunga assenza (prima di essere a sua volta deportato a Mauthausen). È un'infanzia che ha fatto la sua ricomparsa in numerosi dettagli del film che ha visto Adrien Brody protagonista ma che, raccontata oggi, apre nuove prospettive di lettura nei confronti di un cinema in cui la sofferenza dell'individuo e il suo confronto con il mistero del male (anche quando viene presentato ironicamente come in Per favore non mordermi sul collo) restano presenti.
Polanski ha conosciuto non solo la violenza nazista ma anche quella della banda Manson che massacrò Sharon Tate incinta (da qui il suo particolare e ribadito amore per i figli avuti da Emmanuel Seigner). Quando quindi racconta in Carnage come sotto la maschera delle convenzioni sociali sia a volte pronta a riesplodere la ferocia primitiva dell'essere umano conosce bene la materia. Ci troviamo così di fronte a un documentario anomalo e per questo particolarmente efficace. Una volta tanto la messa a nudo del privato di un artista non è finalizzata al gossip, ma a far comprendere meglio il fil rouge che percorre il suo fare cinema e diventa utile allo spettatore che voglia approfondire (e magari rivisitare) una filmografia.

Ingressi e abbonamenti: Biglietto intero 4,00 euro; ridotto 3 euro (per soci Flaiano Club, under 30 e over 65); Abbonamento giovani under 20: 15 euro comprensivo di tessera Flaiano Club; Abbonamenti interi: Sala 1 15 euro; Sala 2 15 euro; Sala 3 15 euro; Sala 4 15 euro. Abbonamenti ridotti per i soci Flaiano Club: Sala 1 9 euro; Sala 2 9 euro; Sala 3 9 euro; Sala 4 9 euro. Biglietteria elettronica a cura di CiaoTickets con possibilità di preacquisto biglietti nelle rivendite autorizzate Ciao Tickets consultabili su: www.ciaotickets.com

Un illustratissimo catalogo di 120 pagine a disposizione degli spettatori

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Luglio 2012 07:37

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